Cosa sanno gli italiani del botulino? I risultati dell’indagine AITEB

botulinoSecondo l’Associazione italiana Terapia Estetica Botulino cresce la soddisfazione dei pazienti per i trattamenti con la tossina botulinica, ma solamente uno su dieci conosce veramente il farmaco. «I livelli di sicurezza sono elevati. Importante affidarsi a medici esperti»

Cresce la soddisfazione di quanti si affidano al botulino per attenuare i segni del tempo sul volto, ma rimane ancora bassa la conoscenza che i pazienti hanno del farmaco. È quanto emerge da un’indagine che Aiteb – Associazione italiana Terapia Estetica Botulino – ha condotto tra i propri soci (medici estetici, chirurgi plastici, dermatologi) sull’utilizzo della tossina botulinica.

«Le risposte dei professionisti che utilizzano la tossina botulinica quotidianamente evidenziano una duplice situazione: alla crescente fiducia di chi ha provato il botulino si contrappone la scarsa conoscenza di come questo opera», afferma  Massimo Signorini presidente di Aiteb. «Troppo spesso con il termine “punturina” si va ad assimilare la tossina e i filler: ma queste sono due sostanze profondamente differenti che agiscono in modo diverso.

In più, il botulino è un farmaco sottoposto ai controlli da parte di Aifa. Il ruolo del medico è anche quello di fare informazione: spiegare correttamente al paziente il tipo sostanza usata, effetti, benefici ed eventuali controindicazioni perché ogni trattamento estetico deve essere fatto in modo consapevole».

 

Gli articoli più letti del mese: