Dal botulino una speranza per gli obesi

Gli usi del botulino non finiscono mai di stupire. Diego Foschi, specializzato in chirurgia dell’obesità, è stato il coordinatore di uno studio che porta speranza ai grandi obesi.  La tossina botulinica è stata iniettata direttamente nello stomaco a dei pazienti gravemente obesi in attesa di essere operati.  “Il fatto è – ha spiegato Foschi in una intervista – che anche il grande obeso candidato all’intervento chirurgico, prima di essere sottoposto ad intervento deve comunque scendere di peso». Scopo dello studio era quindi comprendere se e quanto, pazienti obesi patologici, candidati all’intervento chirurgico, potessero avvantaggiarsi di una consistente diminuzione di peso tesa comunque a migliorarne la riuscita chirurgica. Questo tipo di chirurgia (detta bariatrica) è divenuta il trattamento risolutivo per molti pazienti con obesità grave: che abbiano un indice di massa corporea (BMI) superiore a 35-40 (quello normale non deve superare il 27) e in cui siano presenti almeno due complicanze gravi dell’obesità, come il diabete, l’ipertensione e le malattie cardiovascolari, cause di una significativa riduzione dell’aspettativa di vita.  Le tradizionali misure dietetiche, di supporto psicologico e di trattamento farmacologico sono già in grado di condurre a una riduzione del peso, ma solo di rado sono risolutive a lungo obesotermine: la ripresa dei chili perduti è praticamente la regola. E le persone che hanno un sovrappeso di 60-70 chili non solo lottano quotidianamente per una vita normale, ma hanno un rischio elevato di complicanze postoperatorie, sia tecniche che per difficoltà respiratorie. Se la tossina botulinica agisce interrompendo la trasmissione nervosa – ha pensato Foschi – la sua somministrazione intra-gastrica potrebbe essere utilizzata per modificare la percezione della sazietà, portata anch’essa attraverso una comunicazione nervosa dal cervello allo stomaco e viceversa.
Lo studio è stato condotto su 30 pazienti gravemente obesi, pesanti da 99 a 189 chili, con indice BMI fra 33 e 56. La tossina botulinica è stata infiltrata per via endoscopica (attraverso una normale gastroscopia) in due punti dell’antro muscolare dello stomaco, nella zona bassa e nella zona alta, con 12 microiniezioni. Al gruppo di controllo è stato infiltrato solo liquido fisiologico. E tutti i pazienti coinvolti hanno seguito le stesse prescrizioni dietetiche (dieta ipocalorica semiliquida). Dopo due mesi dal trattamento, di ogni soggetto sono stati valutati il peso, il BMI, il senso di sazietà dopo il pasto e altri parametri. Nel gruppo trattato con tossina botulinica – senza effetti collaterali significativi – la riduzione del peso è stata mediamente di 14 chili di peso (contro la riduzione di 5 chili nel gruppo di controllo) e quella del BMI di oltre 6 punti, con un considerevole e duraturo aumento del senso di sazietà e il quasi dimezzamento del massimo apporto calorico per pasto liquido (da 515 a 275 Kilocalorie) e solido (da 1200 a 650 kcal). Non solo, il tempo di svuotamento gastrico è risultato più lungo, a dimostrare che l’effetto della tossina botulinica è mediato anche da modificazioni dell’ attività motoria dello stomaco. Tutti i pazienti che, successivamente, hanno chiesto di essere sottoposti a intervento chirurgico hanno avuto un decorso postoperatorio regolare. Lo studio, pur condotto su un numero limitato di pazienti, apre comunque una nuova strada nel trattamento dell’obesità e permette – ha concluso Foschi – di ipotizzare che risultati analoghi possano essere ottenuti anche in pazienti non necessariamente candidati all’intervento chirurgico, ma che più semplicemente necessitino di un’agevolazione della percezione di sazietà, per facilitare loro l’adesione a un regime dietetico vigoroso”.

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