La storia di Sonja: il botulino mi ha salvato da suicidio

 

Aiteb38Sonja W (non citiamo i dati della paziente per una questione di privacy) all’età di 43 ha sviluppato una forma di incontinenza urinaria, che nel tempo è diventata sempre più difficile da gestire, tanto da portarla a pensare al suicidio. La sua vita era una difficile, dolorosa anche nelle funzioni corporali più semplici, in una parola misera.  Sonja W è sempre stata in forma e forte,  un’atleta, e a lungo è riuscita in qualche modo a gestire un problema intimo socialmente imbarazzante e apparentemente intrattabile. All’età di 43 ha sviluppato una forma di incontinenza urinaria che le ha rovinato la vita. Aveva bisogno di urinare sempre più spesso, la situazione era al limite dell’imbarazzo. Una volta arrivato lo stimolo, non riusciva a trattenere il flusso di urina. Ha imparato a non bere per lunghi periodi, in modo da non aver bisogno di andare in bagno, ma la situazione è peggiorata, e Sonja si è arresa al pannolone. Tutto è diventato sempre più difficile. Il sesso era esageratamente problematico. “Dovevo essere sicuro che la mia vescica fosse vuota prima di ogni tentativo. – ha raccontato – Era scomodo e imbarazzante perché potevo urinare durante la penetrazione.”Come se tutto questo non bastasse, ha cominciato a soffrire da ragadi anali, piccoli strappi nel rivestimento del retto inferiore che hanno reso l’andare in bagno una “pura agonia”. Il lento declino del controllo della sua vescica è stato accelerato a un certo punto da un un intervento di isterectomia totale e rimozione delle ovaie. Il suo passatempo preferito era la corsa. Ha dovuto abbandonarla. Tutta la sua vita girava intorno all’accessibilità ai servizi igienici. La sua vita era mappata attorno ai bagni. Le sue condizioni sono peggiorate a tal punto che ha iniziato ad avere pensieri oscuri. “Non avevo alcun controllo su me stessa. Ero stremata, sul water gridavo di dolore. Ho capito che non potevo più vivere così. Ho pensato alla morte come scelta per liberarmi dal dolore e dall’imbarazzo”. Sonja, arrivata alla disperazione incontra finalmente sulla sua strada un dottore che riesce ad aiutarla, si tratta di un un chirurgo colorettale. Per prima cosa è stato affrontato il problema intestinale. Sotto anestesia, le è stata iniettata nell’ano della tossina botulinica per rilassare i muscoli anali. “Ha funzionato! Per la prima volta da mesi ho potuto andare in bagno, senza agonia,” ha detto. Successivamente ha affrontato degli interventi chirurgici per risolvere il prolasso della vescica.  “Subito, andare in bagno è stato diverso. Ha seguito la convalescenza alla lettera e ora sta bene. Sonja ha deciso di raccontare la sua storia per dare speranza a tutti quelli che soffrono. 

 

 

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