Mal di testa? Prova il botulino

botulino mal di testaBuoni risultati anche dall’Italia per l’impiego della tossina botulinica per la cura dell’emicrania cronica.

L’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, ha autorizzato già dal 2013 l’utilizzo per questa patologia. Una sperimentazione del Centro cefalee di Urbino sembra dare buone speranze: 21 i pazienti – 20 donne e un solo uomo –si sono sottoposti, già a partire dal 20 giugno scorso, alla terapia a base di tossina botulinica. Molti arrivano anche da fuori regione. E, stando alle parole del dottor Paride Marchi, fondatore del centro cefalee, i primi risultati sono positivi.

Come funziona la cura? Ai pazienti affetti da emicrania cronica viene inoculata ogni tre mesi una dose di tossina botulinica. Le iniezioni hanno effetto analgesico: il farmaco, infatti, agisce sul sistema nervoso oltre che sui muscoli. Anche se il ciclo – che dura in media un anno e mezzo – non è ancora concluso, a Urbino alcuni parametri utilizzati per fare una prima stima della cura mostrano segnali positivi.

Le inoculazioni hanno fatto ridurre l’abuso farmacologico di triptani, sostanze assunte in genere per contrastare l’emicrania. I pazienti che ne soffrono possono arrivare a prendere anche 28 compresse al mese.

Una quantità che, con il botulino, si è quasi dimezzata. I pazienti sono i primi a riconoscere un miglioramento, con il Midas, un punteggio che consente di individuare i livelli di disabilità di un paziente: il livello zero corrisponde all’assenza della malattia, il livello quattro al massimo. Alcuni dei pazienti curati nel centro di Urbino hanno visto scendere il loro punteggio Midas da quattro a due. “È ancora presto – afferma Marchi – per parlare con certezza ma, senza dubbio, questi dati, incompleti perché limitati nel tempo, mostrano un sensibile miglioramento nella cura dell’emicrania cronica”.

 

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