Repubblica pubblica un vademecum sull’uso del botulino

Un utilizzo sempre più soft per risultati naturali questa è la nuova tendenza in fatto di botulino. Il quotidiano Repubblica dalle sue pagine della salute fa il punto della situazione e pubblica un vademecum per l’uso della tossina che ferma i segni del passare del tempo.

Ecco il testo dell’articolo a firma di Claudia Bortolato.

Aiteb_Repubblica“QUELLA della tossina botulinica “spiana-rughe” è stata una scoperta piovuta quasi per caso, anzi, per “serendipity”, come definiscono gli anglosassoni le clamorose coincidenze: usata fin dagli anni Ottanta solo per la cura di alcuni disturbi, come lo strabismo, il blefarospasmo e il torcicollo spastico, finché un’oftalmologa canadese, Jean Carruthers e il marito Alastair, dermatologo, agli inizi degli anni ’90 non ne scoprirono la capacità di “cancellare” le rughe tra le sopracciglia e quelle della fronte. Dal 2002, da quando fu approvata dalla FDA americana per usi estetici, la tossina botulinica di tipo A si è spesso conquistata il primato tra le procedure medico-estetiche non chirurgiche più richieste (è saldamente al primo posto negli USA da anni, secondo l’ASAPS, www. surgery. org).
«In Italia, la tossina botulinica per usi estetici è approvata solo per correggere le rughe della glabella, tra le sopracciglia, e dal febbraio 2014, per due delle tre tossine attualmente ammesse, anche per le zampe di gallina. Le rughe orizzontali della fronte sono tuttora off label, ossia eseguite sotto la responsabilità del medico», spiega Giuseppe Sito, medico chirurgo, membro dell’American Academy of Facial Plastic Surgery e Vice Presidente AITEB (Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino). Diffusa e consolidata è anche l’inoculazione della tossina per contrastare l’iperidrosi di ascelle, mani e piedi (iniettata a livello dermico e con bersaglio le ghiandole sudoripare), ma sono in fase di studio nuove applicazioni in ambito estetico. «In concentrazioni più basse rispetto a quelle usate per distendere le rughe, il botulino sembra utile anche per contrastare l’acne, grazie alla capacità di ridurre la secrezione di sebo. E sempre più diffuso è l’uso combinato con l’acido ialuronico, laddove sia necessario anche “riempire” la pelle, per esempio se le rughe tra le sopracciglia e le zampe di gallina sono molto profonde. Questo impiego riflette la nuova tendenza ad un utilizzo sempre più soft della tossina e più distanziata nel tempo, anche oltre l’azione distensiva del farmaco, che si esaurisce nell’arco di 4-6 mesi, e con l’obiettivo di ottenere un effetto molto naturale», spiega Patrizia Piersini, medico estetico docente della Scuola Superiore di Medicina Estetica dell’Agorà di Milano.
Aiteb_Repubblica1Tra le novità: lo sviluppo di nuove “versioni” del farmaco, sia di una forma liquida prontaAiteb_Repubblica2 all’uso, senza bisogno di diluizione (e di possibili errori) da parte del medico sia di una formulazione in gel (già in fase di approvazione presso la Food and Drug Administration americana), da applicare direttamente sulla pelle per annullare anche il leggero fastidio procurato dalle iniezioni. Di fatto, però, questa è anche la “tossina” della discordiae in un ventennio ha accolto pure molte critiche, anche tra le stesse star che hanno confessato “mistici rimorsi”, come Nicole Kidman e Megan Fox, oppure ne hanno ripudiato l’usoa priori, come Kate Winslet, che ha fondato una lega contro la tossina botulinica e il lifting, la British Anti-Cosmetic Surgery League, insieme con Emma Thompson e Rachel Weisz. Ed è recente, tra parentesi, il suicidio di Fredric Brandt, noto come “Barone del Botox”, che soffriva di depressione.Brandtè stato trai pionieri dell’uso, anche su di sé, della tossinae noto per aver seguito star del calibro di Madonna e Stephanie Seymour. Senza contare che, ciclicamente, il botulino continua ad alienarsi le simpatie di parte del mondo scientifico. Tra le accuse più ricorrenti: può paralizzare l’espressione, rendere mefistofelico il sopracciglio (e di conseguenza lo sguardo), migrare in aree distanti dalla zona di somministrazione. Alcuni studi sostengono che la tossina botulinica possa influire sulle emozioni (c’è chi afferma in negativo, chi in positivo), per effetto di quello che gli esperti chiamano “feed-back facial”: il cervello trasmette ai muscoli facciali un’emozione, ma è poi l’espressione del nostro viso che ne rende più intensa la percezione. «Un risultato soddisfacente, capace di migliorare la percezione di sé sia estetica sia psicologica, dipende anche dalla preparazione, conseguita in appositi corsi, e dall’esperienza del medico», conclude Sito.
PER SAPERNE DI PIÙ www.aiteb.it

 

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