Studio: il botulino aiuta le cicatrici difficili a guarire

scarNon tutte le cicatrici sono uguali, lo sappiamo bene! Alcune tendono a inspessirsi e fare male più a lungo di altre. Uno studio realizzato recentemente ha messo in luce come la tossina botulinica possa aiutare il processo di riparazione del nostro corpo. I ricercatori Jeong HS1, Lee BH, Sung HM, Parco SY, Ahn DK, Jung MS, Suh IS, hanno dimostrato sui vetrini come il botulino sia in grado di inibire la formazione di cicatrici ipertrofiche, quelle dove il tessuto si forma in grande quantità rimanendo poi sempre rilevato e dolente. Gli studi hanno riportato che tossina botulinica di tipo A è in grado di inibire la proliferazione dei fibroblasti a fattore di crescita trasformante. Che cosa accade nel nostro corpo dopo una ferita? I fibroblasti iniziano a produrre fibre di collagene e di elastica per riparare il danno subito. Nella pelle si forma con un meccanismo di scivolamento delle cellule epiteliali indenni dal trauma. Insieme a questo scivolamento le cellule dell’epitelio iniziano a riprodursi più velocemente. Nello stesso tempo, la ferita si contrae permettendo un riavvicinamento dei bordi fino a una totale chiusura. Questa fase è importante per evitare conseguenze a livello estetico. La cicatrizzazione non è uguale per tutti, in genere più la pelle è scura e la persona è giovane maggiori sono i rischi di una cicatrice antiestetica. Alcune zone del corpo, inoltre, cicatrizzano meno bene di altre (petto, sterno, schiena e articolazioni). E’ proprio nei casi difficili che la tossina botulinica può aiutarci. Lo studio ha evidenziato come nei tessuti trattati con la tossina botulinica la creazione di fibroblasti sia stata di gran lunga inferiore a quelli non trattati. I risultati degli autori dimostrano che la tossina botulinica di tipo A ha un grande potenziale per il trattamento di ferite che potrebbero trasformarsi in cicatrici ipertrofiche dopo un trauma, bruciare, o interventi chirurgici.

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