Uomini e botulino? Ce lo spiega Grazia

Grazia

Universo uomo e botulino, un rapporto che negli ultimi anni si sta facendo sempre più intenso. Grazia ce lo spiega dalle pagine del settimanale in edicola.

Grazia_AitebOgni anno sono 180 mila gli italiani che ricorrono alla tossina che paralizza i muscoli del viso. – scrive Monica Bogliardi – Con una sopresa: i maschi sono sempre di più! Il tormentone mediatico non accenna a diminuire, sui giornali e soprattutto sul web … In Italia i trattamenti sono aumentati del 13% circa e secondo l’Associazione italiana terapia estetica Botulino, nel 2014 sono stati circa 180 mila. Nel resto d’Europa, invece, e soprattutto in America, la tossina è al numero uno tra le procedure iniettive, con sei milioni di trattamenti nel 2014. «In Italia fino a poco tempo fa c’era grande diffidenza verso la tossina, incolpata di qualsiasi effetto collaterale. …. Non si può vedere la foto di un attore su un giornale e dire che è “pieno di botulino”», spiega Paolo Santanché , leader dei bisturi plastici milanesi. «Un bravo chirurgo modula gli interventi sul viso a seconda delle zone interessate e non escludendo niente: lì il botulino dove vanno riempite le rughe, come tra le sopracciglia; là i filler dove il viso si svuota, come nelle guance. …. La crisi ha ridotto gli interventi di chirurgia plastica come il lifting, a favore dei meno costosi trattamenti iniettivi. Ma attenzione: minintervento è sinonimo di minirisultato ». Quello che è sicuro è l’aumento degli uomini che si sottopongono a interventi mininvasivi. E che lo dichiarano. Oppure che si pentono pubblicamente, come ha fatto il cantante dei Duran Duran, Simon Le Bon. O che non lo dicono ma sono sospettati, come il calciatore-icona David Beckham. Secondo l’Aiteb gli uomini sarebbero almeno l’11% dei soggetti che si sottopongono a trattamenti iniettivi. E sono molto più fan del botulino delle donne. «C’è una ragione pratica. La tossina è ideale per riempire le rughe tra le sopracciglia e nella fronte. Proprio le zone che gli uomini corrugano di più», spiega Santanché. «Prima, su dieci pazienti ai quali praticavo il botulino, solo un paio erano maschi. Ora sono tre o quattro. Generalmente hanno superato i 35 anni e hanno professioni in cui l’immagine è importante. Il target si è allargato, però: non sono più solo imprenditori, liberi professionisti e stilisti, ma anche commercianti e Grazia_Aiteb2impiegati. Prima dell’estate arrivano tutti, perché si può fare il botulino ed esporsi al sole anche subito. L’importante è andare da medici qualificati che non usano prodotti scadenti». L’allargamento del target riguarda anche l’età di chi accede ai trattamenti. «La tossina ha avuto grande impatto nella storia della medicina estetica perché ha spostato, anticipandola, l’asticella dell’età giusta per iniziare a combattere le rughe», dice Rossella Ghigi, sociologa e autrice di Per piacere. Storia culturale della chirurgia estetica (Il Mulino). «Ricorrono al botulino, oggi, anche i 25-30enni, maschi e femmine. E lo dichiarano, al contrario delle operazioni di chirurgia plastica, che ancora tendono a nascondere. Le punturine sono entrate nell’immaginario come una cosa comune, che riguarda non solo le celeb, ma anche i propri vicini di casa. Certo, in Italia siamo lontani dai botox party americani. Da noi persiste l’ideologia estetica della naturalezza: è glam chi sembra in forma “di suo”, senza che siano palesi gli interventi fatti dall’esterno. Mentre negli Stati Uniti prevale l’ideologia del make up: pianifico la mia bellezza a tavolino , e pazienza se si vede che non è tutta farina del mio sacco». Nei prossimi mesi ci saranno novità. «Si stanno facendo, soprattutto negli Usa, test e ricerche per ampliare le applicazioni: presto il botulino sarà ufficialmente sdoganato anche per le rughe della fronte, per i masseteri, ovvero i muscoli sotto gli zigomi, e per diminuire l’inestetismo del sorriso gengivale», spiega Massimo Signorini, chirurgo plastico e presidente dell’Aiteb”.

 

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